La Regione Lazio sfratta la Casa di Peter Pan

07 - 02 - 2013Redazione
La Regione Lazio sfratta la Casa di Peter Pan

Lo sfratto della onlus la Casa di Peter Pan a Roma non si è arrestato nemmeno dinanzi alla necessità politica di non fare passi falsi in campagna elettorale. Domani a mezzogiorno l’associazione benefica terrà una conferenza stampa a meno di 24 ore dall’esecutività dello sfratto. Lo sfrattante è la Regione Lazio attraverso il suo ente IRAI; gli sfrattati sono bambini onco-ematologici che la Casa di Peter Pan assiste dal 1994 in via S. Francesco di Sales. Domani l’associazione spiegherà alla stampa e all’opinione pubblica di aver sempre pagato gli affitti all’ente regionale. La chiusura della casa priverà dell’assistenza gratuita centinaia di bambini e le loro famiglie che affrontano quotidianamente la malattia, magari provenendo anche dall’estero.

La grande casa

Il polo d’accoglienza “La grande casa” di Peter Pan, è formato da 3 edifici nel raggio di 50 metri, proprio nel cuore della Capitale a Trastevere che può accogliere fino a 33 nuclei famigliari, de-ospedalizzando i bambini in cura presso il Bambin Gesù e il Policlinico Umberto I. Ma lo sforzo è anche quello di assicurare ai bambini e ai loro genitori tutto il supporto necessario e gratuito durante l’intero ciclo delle terapie grazie all’impegno della rete dei circa 195 Volontari, organizzati in equipe, con il supporto di un piccolo staff professionale e con l’aiuto economico offerto esclusivamente da aziende e privati e con i proventi delle iniziative promosse direttamente dall’associazione. Dal 2000 ad oggi sono circa 600 le famiglie di bambini malati di cancro in cura a Roma ma non residenti nella Capitale accolte da Peter Pan onlus nelle sue strutture, di cui circa il 20% provenienti da diversi Paesi del mondo.

Benefici per tutti

L’azione delle Case di Peter Pan riduce al minimo le giornate di ricovero, con conseguenti benefici psicologici per i piccoli pazienti e per il sistema sanitario rappresentando anche un risparmio considerevole se si confronta il costo medio di un ricovero con quello di un day hospital.

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