Chi è Maria Chiara Carrozza, la neo ministro dell’Istruzione molto lettiana

27 - 04 - 2013Redazione
Chi è Maria Chiara Carrozza, la neo ministro dell'Istruzione molto lettiana

Pisana come Enrico Letta, ex rettore della Scuola superiore Sant’Anna, Maria Chiara Carrozza, nata il 16 settembre del 1965, è il nuovo ministro all’Istruzione, università e ricerca.

Nel 1990, a 25 anni, si laurea in Fisica all’Università di Pisa con una tesi sulla particelle elementari. Nel 1994 ha ricevuto il dottorato in Ingegneria presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dove il neo-premier si è specializzato in diritto comunitario. Molte esperienze di lavoro all’estero e numerose pubblicazioni scientifiche. Da novembre 2006, è professore straordinario in Bioingegneria Industriale presso la stessa Scuola Superiore Sant`Anna. E’ membro della IEEE Society of Engineering in Medicine and Biology (EMB), della IEEE Society of Robotics and Automation (R&A) e del Gruppo Nazionale di Bioingegneria (GNB). E’ stata rettore della Scuola Superiore Sant`Anna dal novembre 2007 al febbraio 2013, quando è stata eletta alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico. E’ presidente del Forum Università, Saperi e Ricerca del Pd.

“Il mio obiettivo – disse appena giunta alla Camera e già ‘in odore’ di diventare ministro della Pubblica Istruzione – è quello di lavorare su questi temi: università, ricerca e sviluppo, istruzione, e creazione di nuove imprese. E mi piacerebbe lavorare per portare l`Italia in Europa anche nel campo dell`università. Ad esempio, il nostro sistema di reclutamento dei ricercatori deve diventare all`altezza degli standard europei”. Più specificamente, “prima cosa: bisogna rendere piů aperta l`Italia alla modernitŕ. Bisogna investire in nuovi posti da ricercatori e professori. Seconda cosa: i nostri ricercatori devono guadagnare quanto i loro colleghi europei. In Italia c`č un sistema piramidale, dobbiamo favorire la mobilità dei ricercatori fra le varie università d`Italia, e anche favorire la mobilitŕ fra enti di ricerca differenti. Dobbiamo abbattere queste barriere, che io volgarmente chiamo ‘gabbie’”.

  • GEMMA

    HA UNA BELLA “LISTA” A SUO CARICO IL MINISTRO ALL’ISTRUZIONE, MA TANTI INSEGNANTI AVREBBERO VOLUTO MENO “DOTTORATO” MA CON PIÙ ESPERIENZA DI SCUOLE PRIMARIE, SPECIALMENTE LA PIÙ CRUCIALE QUELLE DELLE MEDIE…SEMBRA UNA SCIOCCHEZZA QUELLO CHE SCRIVO MA E DA LI CHE LE NUOVE FUTURE GENERAZIONI PARTONO… ALLORA CERCHIAMO DI NON VOLARE TROPPO IN ALTO…………………

  • pasquale sofi

    La sua formazione scientifica segna un punto a favore del neo ministro del MIUR. In un paese di parolai (ben 350000 avvocati ndr) è già qualcosa. Non deve ripartire dal nostro inutile mondo universitario ma recuperare e proseguire il lavoro di Luigi Berlinguer, il miglior ministro della PI del dopoguerra , nella scuola primaria e sopratutto secondaria rivedendo una funzione docente anacronistica e assolutamente inadeguata alla formazione dei giovani. Deve rientrare dalla porta principale la didattica: quella laboratoriale è fondaamentale e il concetto di valutazione deve essere proattivo e non punitivo nei confronti degli studenti

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