“La ricerca scommette sul cervello”. E il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca?

21 - 06 - 2013Giuseppe Biamonti
"La ricerca scommette sul cervello". E il Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca?

Come ogni anno con il caldo afoso di giugno arrivano gli esami di maturità. Nel 1976 era il mio turno. Per la prova di Italiano avevo scelto un tema sulla filosofia della scienza cha allora mi affascinava. Ero stato fortunato. L’argomento era proprio quello della mia tesina.

So che molti non saranno d’accordo con me, ma penso che per scrivere qualcosa di minimamente decente (non dico intelligente) su un argomento bisogna avere tempo, riflettere e documentarsi. Scrivere un tema in poche ore, per giunta sotto lo stress di un esame, su un titolo estratto al momento e non oggetto di studio non fa per me. Meglio, titoli ampi su argomenti trattati dal programma ministeriale. E’ comunque sufficiente per distinguere bravi, meno bravi e pessimi. Ma quasi mai è il caso. Almeno negli ultimi anni. Uno scollamento schizofrenico tra la scuola che prepara e la scuola che giudica.

Ma veniamo alla prima prova dell’esame di maturità di questi giorni. Sorprendentemente, almeno per me, il 21,8% dei candidati ha scelto la traccia 4. AMBITO TECNICO – SCIENTIFICO ARGOMENTO: La ricerca scommette sul cervello.

Un argomento difficile. Anche perché la traccia proposta dal ministero scivola sulla politica dei finanziamenti alla ricerca e su chi deve indirizzare l’attività dei ricercatori. Un tema stimolante ma difficile per gli addetti ai lavori. Mi sono chiesto che preparazione abbiano i liceali sull’argomento. Chissà come avrebbero svolto il tema gli esperti del ministero. E così, un po’ per gioco ho deciso di rovesciare le parti. La traccia del ministero è di circa due pagine. Un piccolo tema. Allora giudichiamo il “componimento” del candidato “M” (ministero).

Il candidato “M” affronta un problema di estrema rilevanza ed attualità scientifica: decifrare il funzionamento del cervello. L’ultima frontiera del sapere scientifico. Nel suo elaborato accenna alle implicazioni che la neuro degenerazione ha sulla salute pubblica, ma si dimentica di considerare le inevitabili implicazioni sul bilancio del servizio sanitario nazionale. Si dimentica anche di sottolineare che questi aspetti sono intimamente legati all’invecchiamento della popolazione dei paesi occidentali.

Come commento generale questa commissione ritiene che il candidato M non riesca a focalizzare l’oggetto del tema. Egli cita aspetti tra loro non legati da una relazione causale, ognuno dei quali meriterebbe una trattazione a parte. Dimentica i concetti di base, non sviluppa sufficientemente gli aspetti teorici necessari per inquadrare filosoficamente la problematica, peraltro proposta dal candidato stesso.

Il componimento è organizzato in 4 sezioni, attribuite a diversi autori, quasi che il candidato cerchi di rafforzare le sue argomentazioni con l’”IPSE DIXIT”.

Il primo paragrafo tratta brevemente del progetto “Brain” lanciato recentemente dal Presidente americano, Mr. Obama. Non si cura di affrontare la complessità della rete neuronale, gli aspetti evolutivi o altre problematiche scientifiche. Fa affermazioni di principio, quasi da mass media, per concludere con la posizione trionfalistica del presidente americano: “assicurare agli Stati Uniti la leadership sulla frontiera della scienza nel XXI secolo”. Certo che dimenticare il contributo chiave dato dagli scienziati italiani (tra cui due premi Nobel: Golgi e Montalcini) allo studio del sistema nervoso non è un titolo di merito. C’è da chiedersi se il candidato M non voglia velatamente criticare la politica della ricerca in Italia.

Il secondo paragrafo è sicuramente quello intellettualmente più stimolante: l’idea è quella di riprodurre il cervello umano su piattaforme informatiche, per ricostruirne il funzionamento in linguaggio elettronico. Molto ambizioso. Difficile prevedere quanto realizzabile. In particolare sembrano sopravalutate le ricadute del progetto quando il candidato ipotizza che questo approccio possa contribuire a trovare una cura contro le malattie neurologiche e sviluppare computer superintelligenti. Non si interroga sulle implicazioni etiche connesse allo sviluppo di supercomputer pensanti. Sacrifica il senso critico per esaltare un sogno. Ma sognare, in scienza, è un valore positivo.

Nella terza sezione cita una serie di tecnologie che potrebbero venir utilizzate per decifrare il funzionamento del cervello. Non viene fornita alcuna spiegazione seppur sommaria delle tecnologie citate e non è chiaro quanto il candidato M ne abbia una vera conoscenza. Inoltre non cerca minimamente di relazionare questo paragrafo con quelli precedenti, in particolare con il primo in cui parla del progetto “Brain”.

Infine il quarto e più deludente dei paragrafi: i finanziamenti alla ricerca. L’argomento, in realtà, viene trattato anche nelle sezioni precedenti come se il candidato M volesse mascherare una dissertazione di politica della ricerca sotto le mentite spoglie di un tema scientifico. Il candidato M affronta l’argomento in modo perentorio: “Il modello odierno di organizzazione e finanziamento della ricerca scientifica, è caratterizzato dall’impegno diretto dello Stato, dalla pianificazione generale dell’impresa scientifica in funzione delle esigenze nazionali e dallo sviluppo della cooperazione internazionale”. Ricorda molto da vicino i piani quinquennali sovietici. Non viene assolutamente previsto uno spazio per la dinamicità, plasticità e creatività tipica di ogni sistema complesso come la ricerca scientifica e il cervello. Il candidato non dimostra sufficiente capacità di affrontare in modo critico l’argomento.

Complessivamente l’elaborato viene giudicato “distinto” (non ho mai capito cosa voglia dire ma mi sembra abbastanza burocratico). Il candidato M mostra potenzialità interessanti di miglioramento.

Morale: Ovviamente si poteva giudicare il componimento del candidato M in modo completamente differente. Fare un’esaltazione del tema. Ma non è questo il punto. Troverete sempre qualcuno che criticherà il vostro lavoro anche quando è stupendo. La cosa importante è argomentare criticamente e difendere con logica e rigore le proprie idee.

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