Conti correnti in rosso, ecco come calcolare il costo dello scoperto

12 - 02 - 2014Paolo Sansone
Conti correnti in rosso, ecco come calcolare il costo dello scoperto

Se il conto corrente va in rosso, scatta il pagamento dello scoperto. Ecco il calcolo del Teg proposto da Bankitalia.

L’instabilità economica che pervade ancora sull’economia e sulle famiglie italiane, ha permesso di creare nei consumatori italiani una sorta di diligenza nella gestione del proprio denaro. Utilizzando gli strumenti finanziari a disposizione infatti, è possibile scegliere il miglior conto corrente o il miglior conto deposito, per esempio, per poter assicurare il proprio denaro.

Qualsiasi istituto di credito si decida, che sia Fineco o Mediolanum poco importa, scegliere l’una o l’altra soluzione, ha implicazioni differenti circa il denaro immesso e prevede condizioni diverse: se con il conto deposito il consumatore “deposita” il proprio denaro – senza utilizzarlo per almeno un anno – guadagnando degli interessi, con il conto corrente le cose cambiano.

Il conto corrente, infatti, viene utilizzato, per depositare il denaro che verrà utilizzato con una certa frequenza: normalmente è usato per l’accredito dello stipendio o della pensione e prevede che ci sia, per esempio, una carta di credito abbinata che permetta di utilizzare il denaro per i pagamenti.

Il conto corrente può anche andare in rosso però e la scopertura di denaro implica dei costi a carico del correntista. Solo nel caso in cui la scopertura non superi i 500 euro e non duri più di una settimana è possibile essere esentati dal pagamento degli oneri, in tutti gli altri casi questi vanno pagati.

Vediamo come calcolare il costo di una scopertura di un conto corrente bancario.

In caso di sconfinamento senza affidamento, oltre ai tassi di interesse, il correntista deve pagare anche il Civ che è la commissione di istruttoria veloce, unico onere ammesso in più oltre ai tassi di interesse.

Quanto vale il Civ?

Il suo valore è determinato in una misura fissa, che per esempio è fino a 50 euro per i clienti bancari privata, ma è la sua moltiplicazione ad ogni sconfinamento autorizzato dalla banca a creare un accumulo di spese che non sempre prevede un massimale trimestrale, dato che non tutte le banche prevedono questo tipo di massimale.

Al nuovo prelievo di Bankitalia, comunque, ha messo freno la nuova legge sull’usura che in parte, ha voluto eliminare la commissione di massimo scoperto.

Adesso anche la Civ rientra nei Teg, ovvero nel calcolo del Tasso Effettivo Globale che per non cadere in usura o essere considerato usurario, non deve mai superare il Tsu, il Tasso soglia.

Questo limite è relativo agli scoperti senza affidamento, ovvero senza utilizzo del fido, del periodo che va da gennaio a marzo 2014, ed è stato fissato al 24,19% per tutti quelli che arrivano a 1.500 euro, al 23,1125% per tutti quelli di importi superiori.

Come si calcola il Teg?

La formula utilizzata da Bankitalia per calcolarla nel caso di scoperti senza fido è la seguente: Teg = Teg interessi [(interessix36.500)/Numeri debitori] + Teg oneri [(Civ su base annua x 100)/ max scoperto liquido].

Di fatto questa soluzione applicata dalla Vigilanza, consente di attutire l’incidenza della percentuale del Civ spalmandola sulla liquidità massima del saldo di sconfinamento piuttosto che sul saldo medio effettivo in relazione ai giorni.

Un’altra parte controversia data da Bankitalia è la distinzione tra oneri ricorrenti e oneri occasionali, e di conseguenza con l’annualizzazione dei secondi. La Vigilanza, invece, nel caso della Civ ha disposto che l’addebito trimestrale (degli oneri occasionali) non vada annualizzato e che in caso di sconfinamenti frequenti e continuativi questo sia rapportato alla durata maggiore effettiva dello sconfinamento iniziato nei tre mesi prima.

Nel dettaglio, come funziona il calcolatore?

Questo strumento permette di analizzare i dati sugli sconfinamenti per comprendere se si è o meno in situazione di usura. È uno strumento semplice che segue la formula del Teg di Bankitalia, e non fa uso di formule della matematica finanziaria e non considera gli interessi anatocistici (ovvero gli interessi sugli interessi). Al contrario, si discosta dalle indicazioni della Vigilanza perché annualizza il Civ su base trimestrale.

È diviso in due aree: la prima area funziona con due dati che sono l’ammontare massimo dello sconfino e Tan (il relativo tasso annuo nominale). Consente di capire immediatamente se il tasso è usurario, l’ammontare del Tsu, e l’ammontare massimo della Civ addebitabile. Se il correntista confronta questo dato con l’importo trimestrale per la Civ può capire se sono stati addebitati tassi usurari.

La seconda area ha un solo dato ovvero il totale delle Civ che sono state addebitate nell’ultimo anno e permette di conoscere il Teg, Tasso effettivo globale del rapporto di c/c in sconfinamento e l’eventuale evidenza che il rapporto è usurario (l’alert).

 

Copyright 2012 © Editore Base per Altezza S.r.l. - Partita Iva 05831140966