Dal caso dei “ghost” di Lubiana alle reti clandestine dello spionaggio russo in Europa: perché gli illegali del Cremlino sono più vicini di quanto pensiamo. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna — Esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
James Bond
Mosca accelera la guerra dei droni. Perché il Geran-5 preoccupa anche la Nato
Per decenni l’Europa ha costruito la propria difesa aerea prevalentemente pensando ad aerei, elicotteri, missili da crociera e missili balistici. La guerra ucraina sta dimostrando che il futuro sarà caratterizzato da una quantità enormemente superiore di oggetti volanti, estremamente diversi per costo, velocità, quota, firma radar e capacità di navigazione autonoma. Contro questa minaccia non è economicamente sostenibile affidarsi esclusivamente ai tradizionali sistemi missilistici, ma occorre una difesa aerea stratificata, capace di integrare sistemi di difesa aerea più sofisticati. Ma soprattutto occorre modificare la filosofia industriale. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Dal dominio militare al digitale, la deterrenza cyber nell’agenda europea
La deterrenza, nata come concetto militare, sta diventando un elemento centrale anche nel cyberspazio. In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e attacchi informatici sempre più frequenti, l’Unione Europea sta costruendo una propria strategia di difesa e dissuasione digitale. Capire come funziona la deterrenza cyber è essenziale per interpretare le dinamiche globali e il ruolo dell’Europa in questo nuovo dominio. L’analisi di Marco Maldera, cyber strategic risk advisor presso Leonardo
Scotland Yard sospende il software Oxygen. Il caso dei legami russi arriva nella polizia britannica
La Metropolitan Police ha utilizzato strumenti di informatica forense della statunitense Oxygen Forensics per estrarre dati da telefoni e altri dispositivi. Ora ne ha sospeso l’impiego dopo le accuse del Dipartimento di Giustizia americano: dietro la società della Virginia vi sarebbero stati proprietari russi e un’attività di sviluppo software condotta in Russia. Non ci sono, però, accuse di codice malevolo o di accessi abusivi ai dati dei clienti. Il caso riapre il problema della sicurezza dei fornitori tecnologici degli apparati occidentali
Perché l’MI5 guarda alle università come nuovo fronte dello spionaggio cinese
L’allerta dell’MI5 sul Cgtri cinese va oltre il singolo caso: evidenzia come università e centri di ricerca siano diventati un terreno della competizione tecnologica e geopolitica. La sfida sarà conciliare cooperazione scientifica, trasparenza e sicurezza. L’analisi di Antonio Teti
La Dia misura la volontà di combattere. Così cambia l’analisi militare Usa
La Defense Intelligence Agency ha pubblicato “Analyzing Will to Fight”, una guida per integrare nella valutazione delle capacità militari fattori difficili da quantificare: leadership, coesione, cultura militare, sostegno degli alleati e percezione della posta in gioco. Dietro il nuovo metodo ci sono anche due lezioni recenti per l’intelligence americana, dal rapido collasso delle forze afghane alla resistenza ucraina dopo l’invasione russa
La smentita come arma. Perché il “non attaccheremo l’Europa” del Cremlino non deve rassicurarci
Le rassicurazioni del Cremlino sul fatto che la Russia non attaccherà l’Europa non bastano a dissipare i timori. Tra precedenti storici, guerra ibrida e valutazioni d’intelligence, la vera garanzia per gli europei resta la deterrenza: rendere qualsiasi aggressione troppo costosa per Mosca. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna — Esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Ricerca e sicurezza nazionale. L'allarme di Londra sulla cooperazione con Pechino
Un rapporto di Uk-China Transparency ricostruisce 34 partnership accademiche tra Regno Unito e Cina nei settori cyber, informatica e telecomunicazioni. Tredici coinvolgerebbero atenei cinesi collegati al sistema della ricerca militare. Al centro non c’è la cooperazione scientifica in sé, ma la difficoltà di distinguere, nel modello cinese, tra ricerca civile, tecnologie dual use e apparato della sicurezza
Le auto intelligenti possono diventare una fonte di intelligence. L’allarme dell’Aivd
Microfoni, telecamere, sistemi di infotainment, Gps e connessioni con smartphone producono una quantità crescente di informazioni sugli occupanti e sui loro spostamenti. L’intelligence olandese richiama soprattutto funzionari pubblici e figure aziendali che trattano informazioni sensibili. Per gli attori statali, spiega l’Aivd, quei flussi di dati possono diventare una fonte di intelligence
Il copilota che non doveva essere in cabina. Cosa è successo sul volo Dubai-Tel Aviv
Secondo indiscrezioni israeliane, l’uomo accusato di aver tentato di far precipitare il volo Flydubai FZ1073 Dubai–Tel Aviv è di origine omanita: un profilo che, stando al ministero dei Trasporti di Gerusalemme, l’accordo aereo con gli Emirati escluderebbe dalla rotta. L’atterraggio d’emergenza a Tabuk e la cooperazione silenziosa di Riad raccontano il Medio Oriente dopo gli Accordi di Abramo
















