La ricostruzione del Wall Street Journal racconta un capitolo poco noto della Silicon Valley: negli anni Ottanta l’intelligence americana divenne uno dei clienti più importanti di NeXT, la società fondata da Steve Jobs dopo l’uscita da Apple. Quei contratti contribuirono a dare ossigeno all’azienda e alla tecnologia che, un decennio dopo, sarebbe tornata a Cupertino insieme al suo fondatore
James Bond
Il misterioso aereo della Cia racconta la nuova frontiera delle operazioni clandestine
Un Cessna Citation Longitude collegato a una società opaca della Virginia sarebbe stato impiegato in operazioni di sorveglianza legate a presunte attività clandestine della Cia nel Pacifico. Il caso illustra l’evoluzione dell’intelligence moderna tra droni, Isr, covert action e guerra al narcotraffico. L’approfondimento di Antonio Teti
Germania, il caso dei pacchi con Gps che svela la zona grigia del sabotaggio russo
Il tribunale superiore di Stoccarda ha condannato a quindici mesi un cittadino ucraino per attività di intelligence finalizzata a possibili sabotaggi per conto di un attore statale russo. Assolti gli altri due imputati. Non è stata invece dimostrata l’esistenza di un piano concreto per spedire pacchi incendiari. Una sentenza che ridimensiona parte dell’impianto accusatorio, ma conferma l’interesse russo per le rotte logistiche tra Germania e Ucraina
Vi spiego cosa distingue l’analisi di intelligence dall’opinionismo. La lezione del gen. Cristadoro
L’intelligence non è soltanto raccolta di informazioni, ma un processo di produzione della conoscenza destinata al decisore. Per capire se possa essere considerata una scienza, il punto di partenza è il metodo: dalla falsificabilità all’ermeneutica, passando per deduzione, induzione e abduzione. L’analista deve trasformare dati e notizie in ipotesi verificabili, senza confondere la probabilità con la certezza. È proprio questa rigorosa disciplina dell’interpretazione a distinguere l’intelligence da opinioni, sospetti e valutazioni non fondate sui fatti. La riflessione del generale Nicola Cristadoro
Pescherecci russi e spionaggio, perché l’Europa teme per cavi e infrastrutture sottomarine
Due società russe del settore della pesca sono già finite nella blacklist europea per il loro presunto coinvolgimento in attività di sorveglianza e sabotaggio delle infrastrutture sottomarine. Ma stabilire quanti battelli civili vengano effettivamente impiegati per raccogliere informazioni resta difficile. Un’inchiesta di Euronews riporta l’attenzione su una pratica tutt’altro che nuova, diventata più rilevante con la guerra in Ucraina
Dalla Bulgaria a Cipro, l’Iran studia possibili ritorsioni contro gli asset Usa in Europa
Secondo il Financial Times, a Teheran sono state valutate opzioni di risposta contro installazioni militari americane nell’Europa sud-orientale nel caso di una nuova offensiva degli Stati Uniti. Bulgaria e Cipro sono tra gli scenari presi in esame
Sabotaggi e false flag, l’intelligence europea teme una nuova pressione russa sul fianco Est della Nato
Secondo Bloomberg, i servizi russi starebbero valutando nuove operazioni ibride contro Polonia e Paesi baltici, dal sabotaggio delle infrastrutture ad azioni sotto falsa bandiera
Berlino rivede la Casa Russa. Sul centro culturale l’ombra dei servizi di Mosca
Il governo tedesco sta riesaminando lo status giuridico della Casa Russa di Berlino, storico centro culturale controllato da Rossotrudnichestvo. A riaprire il dossier è una valutazione del ministero dell’Interno francese, secondo cui la struttura sarebbe utilizzata come copertura dai servizi d’intelligence russi. La chiusura non è stata decisa, ma Berlino ha davanti una finestra giuridica che potrebbe cambiare il futuro dell’istituto già dal 2027
Cossiga, l'Intelligence e una lezione di democrazia. Scrive Caligiuri
Cossiga aveva intuito prima di molti altri che l’Intelligence non fosse soltanto uno strumento dello Stato, ma un elemento essenziale della democrazia. Il ricordo di Mario Caligiuri
Il killer di Bra e il cittadino di Varsavia. Vi racconto cent'anni di "misure attive" russe all'estero
Il tentato omicidio sventato in Polonia nell’agosto 2026 riporta alla luce una storia lunga un secolo. Dal “killer di Bra” del caso Markov a Litvinenko e Skripal, come si è evoluta la dottrina delle eliminazioni all’estero attribuite a Mosca. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna, esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva















